Con colpevole ritardo (da parte mia), riporto la risposta all’interrogazione dell’On.le Mattesini sul tema. la risposta è stata data a maggio.
5-02835 Mattesini: Accesso dei cittadini italiani all’estero alla programmazione RAI offerta via internet in Italia.
TESTO DELLA RISPOSTA
Gli interroganti chiedono di verificare la possibilità di garantire il diritto di accesso alla programmazione in streaming dei canali RAI all’estero.
Al riguardo si segnala quanto segue.
Sul portale Rai.it sono disponibili i canali generalisti Rai, che possono essere fruiti in modalità streaming live.
Al fine di non violare i diritti di proprietà intellettuale sui contenuti acquisiti dalla Rai da terzi, il simulcast (trasmissione simultanea su più canali) viene erogato con modalità che prevedono la geoprotezione.
In altri termini, non è possibile, per gli utenti fuori dall’Italia, accedere ai contenuti in simulcast.
Proprio per ovviare a tale inconveniente, la Rai rende disponibili le edizioni dei Tg e dei programmi di approfondimento giornalistico in modalità «on demand», senza geoprotezione e, pertanto, fruibili anche all’estero.
È bene precisare che, in concomitanza di eventi/manifestazioni di carattere sportivo internazionali e al fine di evitare violazioni di diritti di terzi, si rende necessario procedere alla geoprotezione anche dei contenuti on demand, in particolare dei Tg che contengono immagini degli eventi o delle manifestazioni di cui la Rai non detiene i diritti per la diffusione all’estero.
Si fa presente comunque che nel nuovo contratto di servizio 2010-2012, attualmente allo studio della Commissione Parlamentare di Vigilanza, è previsto, in linea generale, un impegno da parte di Rai a mantenere vivo il legame dei cittadini italiani residenti all’estero, mediante un’adeguata programmazione che consenta di portare la cultura italiana, anche di carattere regionale, ad un più vasto pubblico internazionale.
Sul tema della diffusione dell’offerta all’estero, il Contratto di Servizio citato richiede alla Rai di «adottare le più opportune politiche di criptaggio al fine di garantire informa gratuita l’accesso all’intera programmazione diffusa dalle reti generaliste e trasmessa in simulcast via satellite…».
La versione finale del testo contrattuale potrebbe, quindi, recepire – in coerenza con i contenuti del parere della Commissione – uno specifico impegno della Rai a mettere in campo tutte le tecnologie utili per garantire una più puntuale fruizione dei programmi delle reti generaliste da parte dei cittadini italiani residenti all’estero.
Si evidenzia, in conclusione, che nell’ambito dei lavori che verranno condotti dall’apposita Commissione Paritetica, di cui all’articolo 27 del nuovo contratto di servizio, saranno definite le più efficaci modalità operative di applicazione e di sviluppo delle attività e degli obblighi previsti nel contratto stesso ed in tale ambito non si mancherà di porre la massima attenzione alla tutela degli italiani residenti all’estero, al fine di consentire loro le medesime condizioni di fruizione delle modalità di accesso al mezzo televisivo, pur garantendo, come già detto, i diritti di proprietà intellettuale in essere.
Questo il testo della risposta. Ora provo a farne una piccola analisi, quotando in italico i vari passaggi della risposta:
Al riguardo si segnala quanto segue.
Sul portale Rai.it sono disponibili i canali generalisti Rai, che possono essere fruiti in modalità streaming live.
Al fine di non violare i diritti di proprietà intellettuale sui contenuti acquisiti dalla Rai da terzi, il simulcast (trasmissione simultanea su più canali) viene erogato con modalità che prevedono la geoprotezione.
In altri termini, non è possibile, per gli utenti fuori dall’Italia, accedere ai contenuti in simulcast.
E questo era proprio la base di partenza dell’interrogazione: volevamo sapere le ragioni di questa limitazione, ma non ce le hanno dette.
Proprio per ovviare a tale inconveniente, la Rai rende disponibili le edizioni dei Tg e dei programmi di approfondimento giornalistico in modalità «on demand», senza geoprotezione e, pertanto, fruibili anche all’estero.
anche questo lo avevamo detto nell’interrogazione. Tralasciano di dire come mai vengono dati solo in differita. In parole povere, se la Rai ha i diritti per la differita, puo’ trqnuillamente mandarlo in diretta, no?
È bene precisare che, in concomitanza di eventi/manifestazioni di carattere sportivo internazionali e al fine di evitare violazioni di diritti di terzi, si rende necessario procedere alla geoprotezione anche dei contenuti on demand, in particolare dei Tg che contengono immagini degli eventi o delle manifestazioni di cui la Rai non detiene i diritti per la diffusione all’estero.
Questo è anche accettabile, anche se nei TG di solito ci sono solo gli spezzoni che rientrano nel diritto di cronaca, ma ad ogni modo lo avevamo già sottolineato nell’interrogazione.
Il resto della risposta rimanda ad un ipotetico futuro fatto di commissioni varie che dovrebbero risolvere il problema. Parafrasando Gaber: la Rai in streaming oggi no, domani forse, ma dopodomani… di sicuro!!
In conclusione secondo me la risposta è stata abbastanza sfuggente nella domanda cruciale, ovvero: perché gli italiani all’estero devono accontetarsi solo di un sottogruppo di programmi e, per lo piu’, in differita, quando basterebbe togliere la geoprotezione allo streaming, con la sola esclusione degli eventi sportivi internazionali ed affini??
A settembre riproporremo una interrogazione focalizzata su questo specifico quesito.
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